| by Gianni Gasparetto | No comments

La grande lista degli ERRORI COMPORTAMENTALI – 2 parte

  1. Home Bias: gli investitori preferiscono investire nei propri mercati locali, piuttosto che cercare una più ampia diversificazione.
  2. Appello alle Autorità: tendiamo a seguire scrupolosamente quelli che consideriamo nelle posizioni di autorità, come i guru del trading, i CEO di un’azienda anche se fanno parte di titoli  che abbiamo in perdita nel nostro portafoglio.
  3. Effetto Galatea: alcune persone riescono semplicemente perché pensano che debbano riuscirci. Si parla appunto di “profezie auto-avveranti” o la più nota “Legge d’attrazione”
    Famosa la frase di Henry Ford “Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.”
  4. Salienza: è la tendenza ad esprimere giudizi su persone o situazioni sulla base delle informazioni più salienti. La maggioranza delle persone si basa sulle notizie che riceve dal telegiornale. Se sentiamo di un attentato a Londra ecco che abbiamo paura di recarci in quella città, anche se la probabilità di essere una vittima di violenza sia rimasta sostanzialmente la stessa di ieri.
  5. Distorsione di Sopravvivenza: Focalizzazione solo sulle persone o sulle cose che sono sopravvissute a determinati processi o eventi. Un esempio è iniziare a dedicarsi al trading on line perché conosciamo trader esperti che l’hanno fatto e sono diventati ricchi.
  6. Avversione alla delusione: scappiamo dalle situazioni se producono risultati meno buoni di quelli che ci eravamo prefissi, anche se sono oggettivamente buoni.
  7. Effetto Familiarità: preferire qualcosa solo perché ci è familiare e non perché sia migliore. In finanza spesso capita quando i dipendenti di una società comprano azioni della società stessa a prescindere se ci siano altre azioni migliori su cui investire i propri capitali.
  8. Euristica dell’influenza o Percezione selettiva (affect heuristic): Il nostro cervello immagazzina e seleziona tutto ciò che arriva dal mondo esterno attraverso i sensi, tralasciando ciò che ritiene meno importante. Naturalmente le informazioni nel mondo esterno sono troppe e non saremmo in grado di gestirle per cui la regola del “buon senso” ci fa trattenere quelle che riteniamo più utili, secondo una selezione data dal nostro “livello di attenzione” verso una determinata cosa o argomento.
    Ad esempio quando vogliamo acquistare un auto e da quel momento vediamo centinaia di modelli del nostro tipo circolare per le strade.
    Dobbiamo però stare attenti al fatto che sostanzialmente modifica la visione che abbiamo della realtà facendoci vedere solo quello che ci aspettiamo di vedere.
  9. Effetto dei numeri tondi (Round Number Effect): gli investitori sembrano essere attratti in maniera maniacale dai numeri tondi. Ed infatti i maggiori supporti e resistenze sui titoli sono appunto sui valori tondi (3000 di SP500, 13000 di Dax, ecc.)
  10. Superstizione: è definita come la falsa credenza che un oggetto, o una azione, possano modificare gli esiti di un evento del quale il soggetto non ha realisticamente nessun controllo. Roberto Pani che insegna Psicologia Clinica all’Università di Bologna sostiene che “la superstizione è usata dall’uomo quando la ragione fallisce o non riesce ad essere convincente, per dare una spiegazione alla realtà dei fatti”.
  11. Animismo: consiste nella tendenza ad attribuire un’anima e quindi un’intenzionalità, a tutti gli oggetti del mondo
  12. Limiti di Attenzione: la nostra incapacità di occuparci di più cose e anche l’incapacità di tenere la concentrazione per un lungo periodo. Si dice che dopo 45 minuti il cervello rallenti ed è per questo che anche quando si fa trading sarebbe buona cosa staccare mentalmente per 10/15 minuti ogni 45/60, giusto per ricaricare le energie.
  13. Bias di attribuzione: attribuiamo la causa di un comportamento, di un altro individuo, tendenzialmente alla sua personalità o al modo di essere , sottostimando l’influenza che l’ambiente o il contesto potrebbe avere nel determinare tale comportamento
  14. Troppa scelta (Choice Overload): Quando abbiamo troppa scelta, non sappiamo deciderci. Troppe informazioni riducono poi la precisione dei risultati che produciamo da esse.
  15. Zero Rischio: sta nell’eliminare completamente un rischio anche quando le opzioni alternative, nonostante non riducano totalmente il rischio, ci danno molti più benefici. In borsa sta nel comprare un titolo che ci dia un rendimento/rischio molto profittevole (il classico 3:1 o più sulle operazioni). Non elimineremo il rischio, ma il vantaggio è comunque molto superiore.
  16. Dissonanza cognitiva: l’effetto di provare simultaneamente a credere contemporaneamente a due cose anche se incompatibili.
  17. Effetto Dunning-Kruger: è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autocertificandosi, a torto, esperti in quel campo. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.
  18. Distorsione verso l’innovazione: è la tendenza ad avere un eccessivo ottimismo verso una invenzione o l’utilità di una innovazione per la società, non riuscendo però a identificare i suoi limiti e le sue debolezze.
  19. Myopic Loss Aversion: la tendenza a controllare il proprio portafoglio ogni cinque minuti e vendere non appena si ritiene di poter perdere denaro.
  20. Coerenza arbitraria: valutiamo le cose in modo arbitrario, ma usiamo questo come punto di riferimento coerente per valutazioni future.

A presto!

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