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La grande lista degli ERRORI COMPORTAMENTALI – 1 parte

Oggi vorrei iniziare un elenco dei bias in finanza comportamentale. Ma cosa significa bias?

Il bias cognitivo (pron. ‘baiəs) è un pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel giudizio[1]. In psicologia indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente all’evidenza, sviluppata sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.

da Wikipedia

Di seguito un elenco di comportamenti irrazionali o almeno un po’ bizzarri nella sfera degli investimenti

  1. Bias d’azione: quando ci assale un impulso all’azione in situazioni in cui non fare nulla sarebbe più razionale.
  2. Eccessiva fiducia in se stessi: tendenza a considerare sicuri (o non sicuri) eventi senza un’analisi delle informazioni.
  3. Effetto Positività correlata all’età: gli investitori più anziani preferiscono ignorare le informazioni negative per evitare emozioni negative,
  4. Avversione all’ambiguità: non ci preoccupiamo del rischio, ma odiamo l’incertezza
  5. Avversione alle perdite (loss-aversion): A parità di cifre (ma anche in caso di guadagni sostanzialmente più elevati), preferiamo di gran lunga evitare le perdite, piuttosto che ottenere dei guadagni e così facciamo cose stupide per evitare di realizzare una perdita.
  6. Avversione al rischio: le persone preferiscono determinati risultati noti a quelli incerti, anche quando ci si aspetta che i rendimenti di questi ultimi siano migliori.
  7. Reattanza (reactance): rappresenta il desiderio di fare il contrario di ciò che gli altri vorrebbero che facessimo. Se sei un genitore che ha a che fare con bimbi piccoli o figli adolescenti, ho il vago sospetto che tu conosca perfettamente questo comportamento: forse lo conosci con il più comune nome di “capricci“. Tratto da EfficaceMente.
  8. Ancoraggio: eccessiva focalizzazione o abitudine a concentrarsi solo su una parte delle informazioni ed ignorare tutte le altre, come adesempio quando scegliamo un titoli solo in base al prezzo al quale acquistiamo senza analizzare altri parametri che potrebbero farci cambiare idea. Un esempio recente è il caso Bio On. Quando il titolo ha perso in un giorno il 50% molti sono corsi a comprare pensando ad un affare, senza preoccuparsi del perché di quel calo. Ad oggi il titolo è stato sospeso dalle contrattazioni ed arrestato il CEO per falso in bilancio.
  9. Euristica della disponibilità: è un bias cognitivo che tende a sovrastimare le probabilità che un evento possa accadere, sulla base della quantità di informazioni che abbiamo.Quando dobbiamo prendere una decisione, ci vengono in mente una serie di ricordi, di pensieri, di informazioni che abbiamo immagazzinato, relativi alla scelta che dobbiamo fare. Più i ricordi e le informazioni sono dettagliate, più siamo portati a sovrastimare le probabilità. Ecco perché i promotori finanziari tendono a riempirci di dati e di grafici sulle previsioni del nostro investimento. Anziché riflettere sul fatto che più si è dettagliati su eventi futuri, meno probabilità ci sono che accada in quel modo, cadiamo nell’errore cognitivo e accettiamo la proposta di investimento “perché non si poteva rifiutare”.
  10. Effetto gregge: Siamo portati a fare qualcosa solo perché lo fanno anche gli altri, a prescindere dalle nostre idee in merito. Questo effetto viene sfruttato molto in politica e nella vendita ed in finanza sta alla base della formazione delle bolle speculative.
  11. Supporto alla scelta: Sopravvalutare i benefici che si sono ottenuti a seguito di una scelta, al fine di difenderla o di valutarla positivamente.
    Vi ricordate la storia di George W. Bush e Saddam Hussein?
    Bush prese la decisione di invadere l’Iraq, nonostante l’opinione interna e di molti paesi alleati fosse contraria (ricordate la pessima gestione delle informazioni sulle armi di distruzione di massa inesistenti?).
    Quando catturarono Saddam, la Casa Bianca si affrettò a utilizzare questo evento a supporto della decisione presa di fare guerra, pubblicizzandolo come un grande beneficio ottenuto per il mondo occidentale, per la democrazia e la libertà bla bla bla.
    State capendo quanto è potente questo Bias cognitivo? C’è molta differenza tra chi lo conosce e lo utilizza e chi lo subisce senza saperne dell’esistenza. Tratto da Luca Bertuccini
  12. Distorsione della Conferma: Cerchiamo, selezioniamo o addirittura creiamo solo le informazioni che confermano le nostre tesi, le nostre convinzioni di scelta.
  13. Credenza del giocatore: Ci si convince che esistano legami tra eventi passati ed eventi futuri.
    Hai mai giocato alla roulette? Se esce 7 volte di fila il rosso quale decisione prenderesti? Per la legge dei grandi numeri non può uscire di nuovo rosso, vero? Mi dispiace dirti che le probabilità restano del 50%, né più né meno di prima, anche se fosse uscito il rosso per 100 volte consecutive!
  14. Conservazione dello Status Quo: Una delle più insidiose tra i Bias cognitivi. Questa ci rende immobili, percepiamo ogni cambiamento come qualcosa di difficoltoso, di negativo. La reazione che abbiamo, davanti ad una decisione da prendere, è quella di favorire sempre l’opzione che tende a mantenere invariata la situazione attuale. Questa trappola mentale risulta, a mio parere, maggiormente pericolosa in momenti storici come quello che stiamo vivendo. Oggi il nostro mondo viene definito liquido, in continuo cambiamento e noi per vivere o sopravvivere è necessario adattarsi, renderci fluidi e resilienti. Tratto da Luca Bertuccini.
  15. Focalizzazione eccessiva sulle informazioni: Comporta una valutazione distorta delle informazioni.
    Si è portati a credere che le informazioni che ancora potremmo acquisire, siano di fondamentale importanza per prendere la decisione, anche se in realtà sarebbero irrilevanti. In borsa è quando si tentenna o addirittura si scarta un trade perché anche se il segnale da noi individuato sia giusto ci poniamo domande come:
    Ma se poi questa volta non funziona?
    Perché acquistare se siamo saliti così tanto?
    E così via. Prima di mollare definitivamente proviamo a cercare ulteriori conferme, ma anche una volta ottenute ci sentiamo meglio non agire.
  16. Overconfidence (Eccesso di fiducia in noi stessi): Sopravvalutiamo le nostre capacità o la nostra conoscenza, mentre l’approccio dell’ignorante che però osserva con curiosità e autostima controllata è la migliore delle pratiche decisionali.
  17. Effetto Struzzo: L’effetto struzzo è la tendenza ad ignorare una situazione di pericolo o rischio. La gente tende a cancellare dalla propria mente un problema invece di affrontarlo.
  18. Distorsione sul risultato: Si tende a giudicare una scelta sulla base dell’eventuale risultato che verrà, invece di basarla sulla qualità della decisione nel momento in cui si prende. In borsa si
  19. Il senno di poi: è l’effetto per cui le persone pensano che un evento passato o appena accaduto fosse prevedibile, o comunque più prevedibile di quanto fosse realmente. Perchè allora non hanno previsto i mutui subprime? Perché non hanno previsto l’attacco alle torri gemelle? Semplice, perché fino ad un momento prima dell’evento, non era prevedibile!
  20. Effetto bellezza: attribuiamo qualità alle persone in base al loro aspetto.

A presto!

Segue http://www.giannigasparetto.it/2019/10/25/la-grande-lista-degli-errori-comportamentali-2-parte/

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