| by Gianni Gasparetto | No comments

Bias in Azione

La miopia dell’investitore

Le forti correzione dei mercati sorprendono molti investitori. Senza dubbio questo è in parte dovuto alla miopia standard che le persone sembrano avere non appena l’ultimo ribasso è scomparso, ma sembra anche essere collegato al fatto che l’apparente (fino ad ora) inesorabile aumento dei corsi azionari e i tassi di interesse continuamente bassi hanno dirottato nuove persone che tenevano il denaro sui conti deposito ad investire nell’azionario. Così facendo però si sono trovati, per la prima volta, di fronte a brutte perdite cercando di trovare una sorta di strategia per affrontare la nuova situazione.

In verità se cerchi una strategia dopo che i mercati hanno iniziato a cadere è già troppo tardi. Per la maggior parte di noi l’unico approccio sensato è quello di acquistare cose, beni, azioni con cui ci sentiamo a nostro agio anche se dobbiamo sopportare qualsiasi tipo di recessione e di non toccare nulla quando la volatilità inizierà ad investire i mercati. Ma questo non è nel DNA umano. Anche gli investitori esperti devono affrontare l’impulso di fare qualcosa, qualunque cosa, a fronte di crescenti perdite. 

Questo è bias dell’azione, in azione.

Cosa | Va su …


Le correzioni del 10% del mercato non sono rare. L’S&P500 ha sofferto, in media un calo del 10% circa una volta ogni 3 anni dal 1926 al 2015. Questo non è un evento raro e l’idea che l’investitore medio possa in qualche modo orientarsi in questi eventi è un’assurdità. La maggior parte dei professionisti del settore prevederà questi eventi sbagliando un numero significativo di volte. Le uniche persone che li prevedono correttamente il 100% delle volte sono le persone che sono ribassiste il 100% delle volte.

Nonostante ciò le persone tenderanno a sorprendersi da questo tipo di crolli. Ciò è particolarmente vero dopo lunghi periodi di bassa volatilità, in cui si abbassa la guardia sui criteri di acquisto. Quando si sale con continuità è facile lasciarsi cullare dai profitti, dimenticando però che si potrebbe essere nella parte alta delle montagne russe. Il calo delle quotazioni (proprio come la discesa delle montagne russe, rapida e spaventosa) causa dolore psicologico e ansia. I rialzi o i croli spingono le persone ad agire e, troppo spesso, quando gli investitori non sanno cosa fare si rifugiano nell’”effetto gregge” e si fanno influenzare dai presunti guru.  Come spesso accade, il comportamento che è stato perfettamente adattato a una vita in tempi preindustriali è perfettamente sbagliato nel mercato azionario.

Fermo al centro

Analizzando il calcio a livello statistico, si è scoperto il problema per i portieri che affrontano come parare i calci di rigore. Si è scoperto che i portieri non stanno fermi al centro ad aspettare la palla, ma si tuffano a destra o a sinistra il 94% delle volte. Così facendo indovinano correttamente la direzione il 40% delle volte. 

Si scopre però che se i portieri non si fossero mossi per niente le possibilità di parare il rigore sarebbero aumentate dal 13% al 33%.

Ora i portieri professionisti potrebbero usare la strategia del “restare fermi in mezzo” per provare a parare i rigori, ma scelgono ugualmente una strategia che sostanzialmente garantisce un tasso di successo inferiore, cioè buttarsi da un lato. Questo è riportato sul documento di ricerca che tratta la “distorsione da azione”:

Poiché la norma è “tuffarsi”, la teoria implica che un goal segnato produce nel portiere un sentimento peggiore se il gol subito è dovuto alla mancanza di azione (stare al centro) che a seguito di un’azione (tuffo).

Ammettiamolo, se non fai nulla e sei  il portiere che fa rotolare la palla in  rete, tu sembrerai piuttosto stupido, mentre un tuffo spettacolare sembra sempre una buona azione, anche se la palla va dalla parte opposta.

Essere sempre strategicamente attivo

Di fronte ad una scelta se essere attivi o inattivi, molto raramente scegliamo strategicamente la seconda azione. È lo stesso problema che affrontiamo quando finiamo in un ingorgo: le persone si infilano lungo le strade laterali, si perdono in zone industriali e in fastidiosi quartieri continuando a girare a caso. Di solito, attendere che l’ingorgo si risolva da solo è l’opzione migliore, ma ciò significa non fare nulla e questo comportamento per la mente umana è difficile.

Gli stessi ricercatori ipotizzano che il pregiudizio possa influenzare gli investitori:

Ad esempio, la distorsione da azione / omissione potrebbe influire sulla decisione degli investitori di modificare il proprio portafoglio (azione) o meno (inazione). Può influenzare la scelta dei gestori se lasciare invariata la strategia dell’azienda o gli investimenti (no-azione) o modificarli (azione).

In situazioni stressanti e complesse, come quando i mercati tonfano bruscamente ed iniziano a rimbalzare come una pallina impazzita, non fare nulla è spesso un’opzione sensata. Tuttavia, questa è un’opzione solo se sei posizionato per poterlo fare. Se i tuoi investimenti sono stati acquistati sui massimi, probabilmente la soluzione migliore è cercare di venderli, anche se molto probabilmente avrai difficoltà a farlo. 

Correzione

Il problema è che i mercati potrebbero riprendersi rapidamente o potrebbero continuare a cadere. Nonostante i vasti volumi di opinioni pubblicati da commentatori professionisti e privati, la verità è che i mercati sono intrinsecamente imprevedibili. Metterti in una posizione in cui devi vendere di fronte a una recessione è profondamente irrazionale.

Un post di Weston Wellington “Gli investitori dovrebbero vendere dopo una correzione?” mostra i rendimenti del mercato dopo il 5% e il 10% tra il 1929 e il 2015. In media l’S & P500 e i mercati azionari internazionali a grande capitalizzazione sono rimbalzati del 24% l’anno successivo. I mercati emergenti sono rimbalzati in media del 42%. Tutti i mercati hanno continuato a offrire rendimenti superiori alla media in 3 e 5 anni.

Sii pronto

Ovviamente per realizzare questa strategia bisogna basarsi su alcuni punti. Per prima cosa devi avere il coraggio di cavalcare le correzioni, casomai aggiungendo lungo la strada con un piano di accumulo. 
In secondo luogo, devi essere investito nelle azioni giuste, con ottimi fondamentali, casomai con dividendi interessanti.

Terzo essere fortemente diversificato aiuta: investire su un’unica società si ha il 50% di probabilità (in realtà le probabilità si spostano a più o meno di 50% in base anche alla solidità dell’azienda, ma questo è un altro discorso) di fare l’investimento giusto o sbagliato. Poter comprare più titoli si spalma il rischio su più asset perché non è sempre facile individuarle in anticipo il titolo che performerà meglio.

Come al solito, la regola empirica è avere un piano. Se si entra in una correzione, la cosa migliore che si può fare è attenersi a quello. Per cui buona azioni che si trovano a sconto, tenere un capitale da parte da poter utilizzare per accumulare i titoli a prezzi migliori e diversificare.

Tratto da un articolo di http://www.psyfitec.com/2018/02/bias-in-action.html

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