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I 15 errori che si commettono nella finanza

I 15 errori che si commettono nella finanza

Riprendo un articolo comparso su “Il Sole 24 ore” dove si analizzando gli errori più comuni che ogni investitore compie in borsa.

Gli errori sono 15 e possono essere classificati in 3 grandi categorie:

GLI ERRORI COGNITIVI

Gli errori che la finanza comportamentale definisce cognitivi possono essere suddivisi in 9 sotto categorie:

  1. Eccessiva sicurezza (overconfidence): consiste nell’essere troppo sicuri di sé e delle proprie capacità e conoscenze. Ogni singolo soggetto sovrastima le proprie capacità personali e questo fa maturare la presunzione di poter battere il mercato solo facendo affidamento sulle nostre capacità.
  2. Eccessivo ottimismo (unrealistic optmism): spesso capita quando vediamo il bicchiere mezzo pieno e magari sopravvalutiamo la probabilità degli eventi positivi e sottovalutiamo quelli negativi.
  3. Errore di Conferma (confirmation bias): consiste nel dare maggiore peso alle conferme dei proprio punti di vista, tralasciando quello che contraddice. In poche parole sopravvalutiamo le cose che confermano la bontà di una nostra scelta ed invece ignoriamo l’importanza delle prove che la smentiscono.
    I principi logici del sillogismo postulano che: “per dimostrare la veridicità di una regola occorre innanzitutto dimostrare che essa non venga falsificata”.
  4. Effetto di disposizione (disposition effect): la tendenza a vendere i titoli che sono in gain ed invece tenere in portafoglio quelli che sono in loss (con il rischio che il loss aumenti).
  5. Effetto dotazione (Endowment effect): la tendenza delle persone a valutare maggiormente un bene che detengono rispetto allo stesso bene se dovessero acquistarlo. L’esempio più lampante è sulle abitazione: quando dobbiamo vendere la nostra casa la valutiamo maggiormente che se la stessa casa dovessimo comprarla.
  6. Errore di attribuzione (attribution bias): il classico fenomeno del “merito mio quando le cose vanno bene, colpa degli altri quando le cose vanno male”.
    Ciò spiega anche la tendenza delle persone all'”effetto gregge” cioè a seguire il comportamento della maggioranza quando si tratta di prendere decisioni importanti per ridurre l’insoddisfazioni di un errore che si avrebbe se si avesse preso una decisione sbagliata in modo autonomo. Il classico “mal comune mezzo gaudio”.
  7. Costi irrecuperabili (sunk-cost bias): costi, investimenti che non posso più essere recuperati. Non dovrebbero influenzare le decisioni future ed invece si tende a continuare l’attività anche se la riteniamo errata, per non perdere il costo.
    Alcuni esempi possono essere quando andiamo al cinema, dopo 10 minuti ci siamo accorti che il film è noioso, ma rimaniamo ugualmente perchè il prezzo del biglietto non è più recuperabile, quando invece quelle 2 ore trascorse in sala sarebbero potute essere utilizzate per attività più proficue o divertenti.
    Oppure quando mangiamo un cibo che non ci piace solo perchè abbiamo speso i soldi per comprarlo.
  8. Giudizio retrospettivo: ragionare sul fatto che un evento fosse prevedibile nel momento in cui è stata presa la decisione, mentre lo si poteva capire solo dopo.
  9. Home bias: preferire gli investimenti in zone o settori più vicini al nostro paese o al lavoro che si svolge senza valutare la reale bontà di un investimento.
    Un esempio che mi piace molto, trovato su internet, è quello del calcio e della Nazionale Italiana.
    I tifosi pensano che la migliore squadra sia quella della propria nazione, tifano quella per una questione affettiva e non per la reale motivazione di essere la squadra migliore.
    Ed infatti se fosse possibile formare la squadra perfetta (quello che dovrebbe essere il prorpio portafoglio personale) si inserirebbero calciatori di altre nazionalità come Ronaldo, Messi, Lewandowski o Mbappe.
  10. Illusione del controllo: pensare di “controllare” o molto spesso avere la palla di cristallo per fenomeni che per loro natura sono incontrollabili (l’andamento di un determinato titolo ad esempio).
  11. Rimpianto (regret: il rammarico di aver preso una scelta errata o aver perso un’opportunità su un titolo che poi è esploso.
  12. Status quo bias: consiste nella decisione di non effettuare cambiamenti nelle situazioni di investimento, non essere in grado di affrontare il cambiamento.

LE EURISTICHE

Con il termine euristica si intende un procedimento di ricerca e di previsione non rigoroso ma basato sulle intuizioni e le analogie date dalle circostanze, al fine di generare nuova conoscenza. Le euristiche sono suddivise in 4 categorie:

  1. Affetto: farsi condizionare nelle scelte di investimento utilizzando il livello affettivo, tipo investire solo in titoli che conosciamo senza informarci su quali può essere l’investimento migliore.
  2. Ancoraggio: legare le proprie valutazioni su valori che purtroppo non rispecchiano più la realtà (simile al discorso sopra).
  3. Disponibilità: effettuare le scelte in base alle informazioni che si hanno a disposizione anche se spesso non rilevanti e complete.
  4. Rappresentatività: non giudicare eventi per caratteristiche che si presentano comuni tra di loro.

GLI EFFETTI FRAMING

  1. Effetto Framing: sono le preferenze che variano tra gli individui a seconda di come viene posto un problema.
    Un esempio è dato dal “problema della malattia asiatica” (dal sito https://www.neocogita.com/)
    Ad un gruppo di persone viene mostrato il seguente problema:
    Immagina di essere parte di un comitato di intervento che si sta preparando ad affrontare un’epidemia proveniente dall?Asia che dovrebbe causare 600 morti.
    Per fronteggiarla ci sono 2 programmi, A o B.
    Se si sceglie il Programma A, 200 persone saranno salvate
    Se si sceglie il Programma B, c’è 1/3 di probabilità che 600 persone saranno salvate e 2/3 che nessuna persona sarà salvata.
    Quale dei 2 programmi voi scegliereste?
    IL 72% scelsero il programma A
    Ad un altro gruppo invece venne posto lo stesso problema ma in queste modalità:
    Se si sceglie il Programma A, 400 persone moriranno
    Se si sceglie il Programma B,  c’è 1/3 di probabilità che nessuno morirà e  2/3 di probabilità che moriranno 600 persone.
    Il 78% scelse il programma B.
    Questo semplice esperimento  mostra come il cambiamento di prospettiva possa avere effetti diametralmente opposti nonostante i problemi siano identici!!!
  2. Avversione alle perdite: Studi effettuati hanno dimostrato che la gente prova un maggior dolore per una perdita di 2 volte e 1/2 rispetto al piacere per un guadagno.
  3. Avversione alla perdita certa: una perdita certa non viene chiusa (evitare di mettere lo stop loss) con l’idea di poterla recuperare. 

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